Turismo e golf, passione in aumento
In Italia il comparto cresce del 5 per cento l'anno
Oggi nella vecchia Europa si contano oltre sette milioni di persone dedite al gioco del golf, e in Italia le ultime statistiche parlano di 100.317 giocatori tesserati (di cui 28.181 donne e 72.136 uomini) contro i circa 5.500 del 1999, che aumentano sensibilmente anno dopo anno. Il giro d’affari legato al golf, secondo gli ultimi dati diffusi dal Ministero del Turismo italiano (aprile 2010), sarebbe per il nostro Paese intorno ai 350 milioni di euro di introito diretto, prodotto cioè unicamente dalle attività dei circoli. Su scala europea il business si attesta mediamente sui 50 miliardi di euro.
La propensione alla spesa dei golfisti in vacanza sarebbe inoltre più alta della media. Mentre l’esborso del turista ordinario è stato stimato dal nostro Ministero in 53,83 euro al giorno, quello dei golfisti salirebbe a 90 euro.
Le proiezioni di mercato confermano che nel nostro Paese il bacino sta crescendo e che per conquistarlo è indispensabile specializzarsi investendo sulla creazione di prodotti altamente tailor made ed up level. Il golfista è infatti un viaggiatore con una spiccata propensione alla spesa e per giunta sempre in cerca di nuove destinazioni e nuovi green con cui misurarsi.
A confermarlo è lo studio Enit del 2008 su Turismo e Sport, dove si specifica che “mediamente il 75 per cento dei giocatori che effettua vacanze all'estero dichiara di scegliere campi sempre diversi”. La stessa ricerca rivela inoltre che “il golf può essere ormai considerato parte integrante dell'offerta turistica italiana”, una considerazione avallata dai numeri forniti dalla FIG (Federazione Italiana Golf), secondo cui i golf club nazionali che oggi possono disporre di un campo da almeno 9 buche sarebbero passati dai 200 del 1996 ai circa 250 dei nostri giorni.
Alla Federazione va inoltre il merito di avere contribuito alla diffusione di questo sport, un tempo ritenuto elitario, attraverso l'iniziativa di “tesseramento libero” lanciata nel 2007, grazie alla quale i principianti potevano usufruire del tesseramento annuale con una spesa di soli 60 euro – oggi portata a 75 euro per gli adulti e 20 per i giovani- e il vantaggio di poter giocare nei golf club più vicini alla propria residenza. Il costo invece di iscrizione ai circoli può variare da un minimo di 500 euro (per campi ‘minori’ e a nove buche) a 1.500 euro.
Le potenzialità di crescita della nicchia sono quindi reali e interessanti per gli operatori del settore, che oggi possono contare su un bacino di appassionati in decisa espansione.
Se ci si sposta fuori dai confini italiani ed europei, si scopre che a livello planetario il numero dei golfisti che fanno turismo legato alla disciplina sportiva è passato dai 7,9 milioni del 1989 a 10,5 milioni nel 1994, agli 11,8 milioni del '97 per arrivare nel 2006 a totalizzarne oggi 25 milioni. Più in generale, i giocatori di golf (turisti e non) raggiungono invece i 64 milioni. Sempre sul piano mondiale gli osservatori di mercato parlano di una crescita media annua dell’8 per cento fino al 2010 e di una ulteriore progressione fino al 2015. I dati forniti dal Ministero del Turismo italiano segnala inoltre la presenza nel mondo di 94 federazioni nazionali.
Sulla ripartizione della spesa turistica, le statistiche internazionali informano che il 29% dell'importo complessivo del viaggio viene destinato all'alloggio, il 25% al trasporto, il 21% al cibo, il 9% ai divertimenti, il 7% per i green fee e per il noleggio dei cart, il 5% per lo shopping puro e l'1% per le lezioni di golf. Se ne deduce che anche per i territori l'investimento su questo segmento può rivelarsi interessante, poiché la contribuzione del viaggiatore all'arricchimento dell'indotto locale è notevole. Soltanto il 7% dell'importo pagato complessivamente rimane infatti al campo da golf mentre il resto è a vantaggio degli operatori turistici e degli operatori commerciali presenti sul territorio.
Una ricerca espressamente promossa da Antoitalia Networking elenca infine le modalità di scelta del campo e della destinazione da parte dell'utenza. I test, a risposta multipla, hanno confermato che come per tutte le altre forme di turismo è il passaparola – con il 61% cento dei favori - a dominare i criteri di scelta, supportato o in taluni casi sostituito da:
• Agenzia di viaggi: 7%
• Stampa generica: 7%
• Internet: 9%
• Guide o libri di viaggi: 12%
• Stampa specializzata: 15%
Interessanti le prospettive di crescita del turismo legato al golf che, secondo gli osservatori di mercato, si attesterebbero al 10% annuo sul piano mondiale e al 5% annuo per la sola Italia.
Attualmente il 59% dei golfisti vive in America, il 22% in Asia, il 16% in Europa, il 3% in Australia e l’1% in Africa.
I fattori incentivanti per la pratica del golf in Italia, che conseguentemente influiscono sulla crescita del turismo legato alla disciplina sportiva:
• Costi meno elevati rispetto al passato per l’iscrizione ai circoli e conseguente incremento del numero dei praticanti (fonte: Enit)
• Aumento degli investimenti – oggi stimati intorno ai 400 mln di euro) per l’ampliamento e il miglioramento delle strutture golfistiche italiane (fonte Enit)
• Facilità di associazione del prodotto golfistico a quello culturale ed enogastronomico (fonte: Associazione Golf Italiana Real Estate)
L’offerta golf oggi in Italia:
• 378 campi in Italia, di cui 100 da 9 buche e 110 da 18 buche riconosciuti Fig (Fed. Italiana Golf- dati 2009)
• oltre 180 circoli con campi regolamentari dalle 9 alle 36 buche (Min. Turismo)
• 43 impianti promozionali con campi da 3 a 9 buche (Min. Turismo)
• 109 campi pratica (Fed. Italiana Golf dati 2009)
L’offerta golf oggi nel mondo:
• 6.700 campi in Europa
• 34.000 campi nel mondo
QUADRO DI MERCATO – raccolta di dati realizzata da TTG Italia per i professionisti del turismo, espositori e visitatori, che partecipano ai Roadshow TTG.
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REPORT A CURA DI PAOLA TOURNOUR-VIRON PER TTG ITALIA SU DATI D’ARCHIVIO E RIELABORAZIONE DATI DI TENDENZA FORNITI DAL MERCATO.