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Turismo scolastico
Nicchia da un miliardo di euro, ma in cerca di maggiore qualità


Tra insegnanti e allievi, sono circa quattro milioni e mezzo gli italiani che nel corso dell'anno scolastico si spostano per effettuare viaggi di istruzione, fruttando complessivamente alle casse del comparto un miliardo di euro. Bastano queste due sole cifre per comprendere come il turismo alimentato dall'universo scuola possa trasformarsi per l'industria dei viaggi in un'opportunità di business importante, soprattutto in considerazione del fatto che il picco dei flussi si registra nei mesi di marzo e aprile, notoriamente meno praticati dal resto dei viaggiatori.
Entrare in confidenza con la nicchia, conoscere le aspettative della domanda e prevenirne le eventuali insoddisfazioni, è dunque importante per quanti operano nel settore. Sfruttando al meglio questo bacino di clientela si può infatti parzialmente compensare il fisiologico calo di traffico di inizio primavera e spingere così verso l'alto i coefficienti di riempimento dei mezzi di trasporto e degli hotel. Lo stesso vale per le agenzie di viaggi cui, secondo l'ultimo studio di settore curato dal Touring Club Italiano, farebbe riferimento ben l'84,1% degli istituti scolastici. Un dato confermato appieno dalle ricerche effettuate dall'Osservatorio Boselli sul Turismo Scolastico per conto di TTG Italia. Secondo quest'ultimo, ad utilizzare l'agenzia di viaggi sarebbe addirittura la totalità delle scuole intervistate, l'87 per cento delle quali avrebbe dichiarato di contattare per la programmazione e il preventivo da 1 a 5 adv. Il 10 per cento delle scuole intervistate sosterrebbe invece di essersi rivolta a 5-10 adv e il 3 per cento addirittura a oltre 10 punti vendita.
Diversi i criteri di scelta finale del punto vendita (questionario a risposta multipla): il 73,33 per cento degli istituti interpellati ha dichiarato di dare priorità alla qualità dei servizi, il 56,66 per cento all'agenzia che ha proposto il prezzo più basso mentre il 43,33 per cento ha prediletto il rapporto di fiducia instauratosi nel tempo con il punto vendita.
Quest'ultimo risulta infatti estremamente  importante ai fini del soddisfacimento dell'utenza che, di fatto, non risparmia critiche al prodotto. Secondo l'indagine effettuata dal Touring Club gli aspetti più lamentati del viaggio scolastico riguardano il rapporto qualità-prezzo, la qualità dell'alloggio, le possibilità di svago per gli studenti e, soprattutto, la qualità dei pasti. L'Osservatorio Boselli enuncia invecefra le criticità più ricorrenti: gli itinerari non sempre adatti agli studenti, l'assenza di guide locali formate per assistere i gruppi di studenti, la scelta dei fornitori da parte dell'agenzia/tour operator, gli aumenti di prezzo successivi all'emissione del preventivo.

Il viaggio come occasione formativa

Un altro aspetto interessante emerso nel corso dei seminari TTG sul Turismo Scolastico riguarda la scarsa attenzione, da parte di insegnanti, tour operator e agenti di viaggi, alle finalità formative del viaggio di istruzione, troppo spesso trattato come un prodotto turistico qualsiasi.
Invece, come il C.M. 291 datato 1992 afferma, “il viaggio di istruzione rappresenta un momento di arricchimento conoscitivo, culturale, umano e professionale”. In breve, dovrebbe essere a tutti gli effetti una lezione fuori aula. “L'errore ricorrente è però quello di considerarlo un rito o un premio”, ha più volte sottolineato Ezio Sina, esperto di turismo del Ministero della Pubblica Istruzione.
Nel corso dei suoi interventi ai Roadshow TTG ha spesso ricordato che “questo non è il modo di affrontarlo. Perché in realtà il viaggio dovrebbe avere un preciso significato didattico e ottenere una dignitosa visibilità all'interno del piano di offerta formativa dell'istituzione scolastica”.Tutto ciò al fine di trasformarlo da momento di svago passivo, come il più delle volte accade, a un progetto con valenza educativa, formativa e relazionale. “Inserendo veri e propri momenti di lezione, alternati a momenti di verifica, con tanto di voto”, raccomanda ancora Sina, sottolineando che “soltanto in questo modo i componenti del gruppo potranno acquisire un’autentica coscienza del viaggio, intesa come consapevolezza di ciò che si andrà a fare e a proporre”.
Evitare dunque di improvvisare, e fare invece leva sul desiderio di protagonismo tipico dei ragazzi sfruttandolo in maniera costruttiva. “I giovani sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli che li aiutino ad esprimere la propria personalità. E amano essere stupiti”, ha infatti sottolineato nel corso della propria relazione Melania Cammisa, insegnante, consulente turistico e coordinatore dell'Osservatorio Boselli. Ben vengano, allora, tutti i progetti che li coinvolgono, li incuriosiscono e li divertono. “Il docente può soddisfare questa sorta di bulimia esperienziale impegnandosi nel ripensare e ricostruire saperi e concetti attraverso un nuovo modo di fare scuola, anche nel caso del viaggio di istruzione”, ha aggiunto Cammisa. Da lei arriva l’invito a strutturare questa particolare esperienza in forma laboratoriale: prima, durante e dopo il viaggio stesso. “Viaggio – sottolinea - che deve diventare un progetto di lavoro comune, in cui vengano attivamente coinvolti ragazzi, insegnati e consulenti d’agenzia. Tutti chiamati ad essere contemporaneamente autori e attori dell’esperienza vissuta fuori dalle mura scolastiche”.

Quando, come e dove si viaggia

Duecentocinquanta euro è la cifra che una famiglia deve mettere mediamente in budget per consentire a un ragazzo della scuola superiore di partecipare al viaggio di istruzione annuale. Il dato è ancora una volta contenuto nello studio realizzato per conto di TTG Italia dall’Istituto per i Servizi Turistici Paolo Boselli di Torino, con l’obiettivo di informare le aziende del comparto sui tempi di decisione, approvazione ed effettuazione dei viaggi scolastici. L’indagine, condotta negli istituti superiori del nord, centro e sud Italia ha fornito spunti interessanti in merito ai periodi più indicati per la promozione del prodotto. Ne è risultato che chi desidera avviare i contatti con molto anticipo deve muoversi nella tarda primavera per l’anno scolastico successivo, mentre chi preferisce agire sotto data non può permettersi di aspettare oltre il mese di settembre. Lo studio Boselli evidenzia infatti che mentre soltanto il 7,5 per cento delle scuole approva il programma di viaggio già entro settembre, il 25 per cento rimanda la decisione ad ottobre, il 27,5 per cento a novembre e il 22,5 per cento a dicembre. Gennaio è l’ultimo mese possibile, scelto dal 17,5 per cento degli istituti. Poi si passa alle partenze, prevedibilmente molto ridotte in dicembre e gennaio (2,5%) e via via in salita a mano a mano che ci si inoltra nella stagione tiepida. Nel 15 per cento degli istituti si fanno infatti le valigie a febbraio; nel 57,5 per cento dei casi a marzo, mese di punta assoluto, oppure ad aprile, preferito dal 20 per cento degli istituti sondati. Maggio, tempo di scrutini e di preparazione agli esami, torna ad essere periodo di spalla, con soltanto il 2,5 per cento delle partenze.
Un altro dato interessante per gli operatori del comparto riguarda il periodo di permanenza fuori casa, che nelle classi del triennio terminale può arrivare anche fino a cinque pernottamenti. Per questa soluzione opta infatti il 32,9 delle scuole, cui si aggiunge un altro corposo 35,5 per cento di quelle che restano fuori casa quattro notti e un ulteriore 25 per cento di quelle che scelgono i tre pernottamenti.
L’età più contenuta dei ragazzi che frequentano il biennio iniziale del ciclo di studi, spinge invece al rialzo il numero delle visite didattiche che si esauriscono nel corso della giornata. Queste ultime muovono infatti l’81,7 per cento degli istituti. Non mancano tuttavia le occasioni per brevi fughe fuori zona di residenza. La via del singolo pernottamento fuori casa è infatti scelta dal 2,4 per cento degli istituti mentre altri, rispettivamente nel 9,34 e nel 6,47 per cento dei casi, si spingono fino a due o tre notti.

QUADRO DI MERCATO – raccolta di dati realizzata da TTG Italia per i professionisti del turismo, espositori e visitatori, che partecipano ai Roadshow TTG.
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REPORT A CURA DI PAOLA TOURNOUR-VIRON PER TTG ITALIA SU INTERVISTE, DATI D’ARCHIVIO E RIELABORAZIONE DATI DI TENDENZA FORNITI DAL MERCATO.